Era una casa tanto carina – rubrica di arredamento alla scoperta delle giovani abitazioni.

Questa rubrica nasce dalla curiosità di mettere piede nelle case di chi ha voglia di arredare secondo il proprio gusto; per scoprire quali sono le priorità e le preferenze di stile, per osservare oggetti insoliti, accostamenti cromatici, personalità…

La prima casa visitata è la Vintage Home, abitata da Matteo e Sheila, neo conviventi con la passione di trovare oggetti rari.

Le tre pareti d’ingresso dell’open space sono il punto forte che, almeno inizialmente, attira l’attenzione di chi entra. Sono occupate rispettivamente da: una grande libreria colma di romanzi, manuali e oggetti; una serie casuale di cornici di cartine geopolitiche di varie aree del mondo; vecchie pagine di un’enciclopedia britannica ottocentesca disposte ordinatamente a schema 3×3.

Questo slideshow richiede JavaScript.

“Come mai questa passione per certi tipi di stampe?” “Mi piace girare per mercatini dell’antiquariato e negozi dell’usato; mi piace cercare tra il caos, tra la roba vecchia e abbandonata: è lì che si trovano i pezzi migliori, come quel giradischi” Matteo mi indica un giradischi funzionante trovato da un robivecchi. È uno dei suoi pezzi migliori, insieme al tavolo della cucina che per lui ha un valore affettivo e famigliare.

DSC_1570

Sono molti i complementi sui quali soffermarsi, ognuno con una storia affascinante alle spalle. La macchina da scrivere è stato il primo acquisto per la casa, pagata solo 12 euro dieci anni fa in uno dei tanti mercatini visitati da Matteo. La sedia in ecopelle nera è stata trovata per caso, nel garage di un anziano signore in procinto di diventare spazzatura.

DSC_1543

Sheila e Matteo amano curare le loro piante

“Mi dedico anche alla falegnameria – mi dice Matteo –  e ho la fortuna di possedere un posto in cui poter lavorare, in cui ogni tanto porto qualche pezzo di legno di recupero e lo trasformo in un tavolino, in uno sgabello o in un comodino”. Tavolino, sgabello e comodino sono infatti creazioni esclusive di Matteo, che quasi a costo zero riesce a riprodurre pezzi di alto design o inventarne di nuovi. L’appendiabiti all’ingresso spunta fuori da un mix di creatività ed emulazione.

Questo slideshow richiede JavaScript.

“Perché questa volontà di recuperare anziché comprare da nuovo?” “Per vari motivi. Perché mi diverto ad aggiustare gli oggetti, per il prezzo a volte conveniente, per un mio capriccio, perché amo il vintage”.

Sheila, appassionata di fotografia, ha contribuito all’arredo con le sue fototessere e polaroid, ritratti di loro due in viaggio, paesaggi, oggetti. Le ha appese a mo’ di bucato, inquadrate da una cornice vuota, come a voler far respirare quei ricordi immortalati.

“Visto che sei entrata in questa casa quando era ormai arredata, c’è qualcosa che cambieresti o che non prenderesti mai usato?” “Bè – mi risponde Sheila dopo averci pensato un po’ – forse il materasso”. “No – si intromette Matteo – è usato anche quello!” Ci ridiamo su, e dopo un caffè e un po’ di frutta di campagna apro la porta per andarmene, certa che la casa continuerà ad acquisire altri pezzi unici d’arredo.

Marina Mannucci

 

 

Annunci

Stili d’arredo e tessuti idonei

Trasferirsi, cambiare casa, sposarsi o semplicemente rinnovare. Ci sono cambiamenti che seguono la parallela dell’arredamento, del dover entrare in un mobilificio, in uno studio di architetti e, perché no, in un negozio di tessuti.

Arredare secondo il proprio personale gusto è d’obbligo, ma ogni stile ha le proprie regole e i propri complementi d’arredo. Per non sbagliare basta seguire qualche piccolo accorgimento.

IMG_1768

In uno stile dal sapore retrò si usano sgabelli d’epoca, bauli e vecchie valigie. La casa in sé ha un aspetto attuale e al contempo ricercato. In questo caso i tessuti naturali sono da preferire: Il pouffe in salotto può essere ricoperto da un intreccio di fettucce elastiche, il tappeto in fronte al divano va scelto in un cotone di cui la trama sia ben visibile e consistente. Tovaglie e tende in lino.

Lo stile POP si riconosce dai quadri esageratamente colorati, da una parete schizzata di nero a mo’ di murales, da stili differenti che convivono: elementi classici come un divano ricercato stazionano sotto lampadari minimal, oggetti d’autore e opere d’arte in bella vista. Questo stile non necessita di molti tessuti poiché spesso le finestre vengono lasciate sprovviste di tende e i divani sono in pelle. In camera da letto però si può osare con lenzuola di seta colorate o un cotone stampato Keith Haring.

Lo stile classico rimane il più prestigioso, in cui i padroni di casa sono i tavoli in noce, le importanti librerie in legno massiccio, le poltrone ingombranti e rifinite con intarsi. Grande ruolo devono rivestire i tendaggi: solitamente doppie tende riprese da ambo i lati in tessuto damasco da tappezzeria, in tinte dorate o argentate a seconda di pomelli e maniglie presenti in casa. I cuscini sul divano sono in velluto o ciniglia.

12508802_10205763363668963_5423103217889017507_n

Lo stile PARIGINO è caratterizzato da gusto e lusso in piccoli spazi. Mensole e pensili di raffinata classe, molto bianco e nero. Le tende dovrebbero essere soffici veli dalla giusta cadenza per non occupare troppo spazio. Le pareti bianche e nere e i soffitti rifiniti con bassorilievi in gesso bianco devono essere rivitalizzati con un unito deciso: in tal caso un color petrolio o un rosso amaranto sarebbero l’ideale per tappeti e divani.

Leggerezza senza fronzoli è il dogma dello stile moderno. Cucina laccata, sedie in plastica rigida, trasparenza, acciaio, monocromi. Si accende il tutto con cuscini fluo in abbinamento a fantasie esageratamente geometriche di design. Per questa stagione il must sono le righe e i maxi scacchi in bianco e nero. Il tappeto in eco pelliccia bianca così come il plaid sul divano.

10441416_10202483112744740_8140206923810071837_n

In conclusione, qualsiasi sia lo stile che più si addice al proprio gusto, l’importante è creare un melange e non un pastiche; scegliere arredi di ottima fattura e che si rovinino il meno possibile con l’usura. In ultimo, ricordare che per essere unici si possono abbinare tessuti solitamente adatti ad altri usi, come i tramati Chanel, Missoni, tulle e organze, per creare una casa dai motivi davvero irripetibili.

Marina Mannucci

Home in Progress – Pareti

DSCF4745

Che siano bianche o colorate, in tonalità neutre o dalle tinte accese, le pareti di casa devono essere riempite. A renderle spiritose di solito si impegnano i quadri.

 Il problema che a volte ci si pone è quale tipologia di quadro scegliere! Stampa digitale su plexiglass o arazzo su tessuto?

 Di certo le pareti di casa s’impregnano di emozioni se appeso c’è un pezzo di noi, che sia una cornice di foto che ci ricordano momenti vissuti o che sia un quadro d’autore che ci ha colpito quella volta al Museo del Prado. Ancora più bello se il quadro l’ha dipinto un caro amico, o è un regalo sentito, o se abbiamo deciso di tenere una bacheca di vecchie cartoline.

 Le pareti più di ogni altro mobilio sono lo specchio di noi, non svalutiamo il senso critico che dovremmo adottare nella scelta del loro decoro. Ad una mostra d’arte facciamoci colpire al cuore più che al portafoglio, l’idea “mi piace questo quadro ma non ci sta bene a casa” lascia spesso spazio a pentimenti. Meglio acquistare qualcosa che ci emoziona più di qualcosa che s’intona col colore del divano.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Se quando decidiamo di abbellire casa non troviamo una stampa convincente lasciamo le pareti spoglie; un giorno o l’altro quella stampa mancante arriverà, così come tutte le cose più belle arrivano in momenti inaspettati: in un mercatino dell’artigianato o in una galleria di Zurigo troveremo sicuramente il quadro giusto.

 Nel caso la nostra esagerata esigenza non permetta una facile conclusione alla ricerca, non disperiamo: non c’è niente che non si possa creare. Se il quadro cui aspiriamo non c’è, basta farlo. Fantasia, creatività e ricerca di materiali alternativi saranno sufficienti a sopperire alla mancanza di tecnica pittorica, perché ciò che è creato con passione riesce comunque a sbalordire.

 

Marina Mannucci

Quel bel giardino estivo: tessuti per esterno.

Un divanetto di vimini, un dondolo in ferro battuto, un gazebo e una sdraio di legno. A rendere estivo questo set di mobili da esterno mancano solo i tessuti!

 

DSCF5110

Allora immaginiamo una miriade di cuscini di varie dimensioni sopra il dondolo, dai colori chiari e a righe color sabbia, che richiamino un ambiente di mare. Immaginiamo una tovaglia in stampa marinaresca su un cotone dei toni del blu e sabbia, cuscinoni in tinta sulle sedie e un tappetone di grisaglia per terra, sotto il gazebo, per stendersi a riposare.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Aggiungiamo a questo paesaggio già rilassante un telo bianco a mo’ di vela che pende da un lato del gazebo e si muove col vento, e il gioco è fatto: il giardino si immerge direttamente nel mare.

DSCF5108

Proviamo ora a cambiare tutti i tessuti: partendo dalla copertura del dondolo e tingendola di verde acido, abbiniamo i cuscinoni in stampa esageratamente fluo in un floreale stilizzato. Cambiamo la tovaglia con una coloratissima stampa messicana, apparecchiamo con tortillas e salsa piccante. Il gazebo non è più bianco ma rosso, e il divanetto non è di vimini ma fatto di pallet e tinto di millerighe fuxia e rosse. Che aspetto avrà il nostro giardino ora? Il rilassante ambiente marinaro è stato sostituito per una festa piccante e allegrissima con pochi, semplicissimi accorgimenti. Visto quanto la scelta dei tessuti influisce sull’ambiente?

Questo slideshow richiede JavaScript.

Marina Mannucci

Tocco soft in loft strong. Il neoclassico d’arredo.

Posate in oro, tavoli laccati oro, lampade da terra che scintillano d’oro e strutture letto in oro. No, non siamo nel palazzo di Re Mida, bensì nella sezione “Luxury” delle nuove tendenze d’arredo, in cui l’oro, sia chiaro, non è autentico, ma solo d’orpello. Serve solo a farci aprire gli occhi sulle vecchie idee e riscoprirle nel nuovo.

In un locale totalmente moderno un tocco dorato rende tutto più trendy e decisamente attuale. Il classico deve vestirsi di nuovo per essere apprezzato, diventare neoclassico nel significato più fresco della parola, quel neoclassico che si sposa col minimal, coi monocromi raffinati dal gusto strong dei salotti contemporanei.

Questo slideshow richiede JavaScript.

In un ambiente ultra contemporaneo dalle forme rigide un tocco morbido è quello che ci vuole: riposa l’occhio dal freddo acciaio e dal look totalmente neutro lasciandoci intravedere un ritaglio di romanticismo farsi largo tra lo spigoloso design.

Un cuscino di velluto blu, una romantica tenda drappeggiata o a balze, una tovaglia di lino ricamato in filo appena dorato, tessuti pregiati in broccato da rivestimento per una moderna poltrona. Tutto ciò che è classico va capito e valorizzato, mai abbandonato, tutto ciò che in un castello rinascimentale sarebbe appropriato, va posizionato nell’appartamento uniforme della nuova coppia, per sovrastare lo chic e dare carattere a tutto l’ambiente.

Marina Mannucci

Non il solito bastone, per le tende arrivano i nuovi sistemi in acciaio.

Le tende, si sa, arredano e arricchiscono ogni tipo di ambiente, si dice infatti “senza tende la casa sembra vuota”, ma anche il sistema usato per montare le tende risulta un elemento d’arredo.

Sono tre i nuovi ritrovati in questo campo, moderni e funzionali, che uniscono alla meccanica avanzata un’estetica a dir poco sofisticata.

  • La piattina: attaccata a soffitto o leggermente distaccata da un supporto di 8 cm, a uno o due canali, ideale per doppie tende o moduli a onda. 

     

  • La mantovana: ricorda la mantovana in tessuto che si usava un tempo, ma molto più attuale. In acciaio spesso. 11151052_10204407275007594_814343671443595133_n
  • Il profilo: fascione di acciaio lineare da cui spuntano gli invisibili anellini in plastica, ai quali agganciare la tenda.

11011049_10204407274407579_2460103945133734952_n

A questi  nuovi metodi si accompagnano nuovi tessuti, tutti tecnici e cosmopolita. Taffetà liscio o stropicciato, raso sintetico, tessuti lucidi oscuranti abbinati a velati dai colori neutri, chiari e tortora.

Affiancando al buon gusto personale una perfezionata attenzione alle ultime novità, si può in poche mosse arredare la casa della famiglia all’avanguardia.

Vittoria Giusti

Mandolesi Restauro. L’artigianalità nel legno.

DSCF4298

Uno spazio espositivo nel centro della città, pieno di sedie, lampade in legno, mobiletti da salotto e tavolini. È qui che ci incontriamo ed è qui che Marco Mandolesi mi svela il suo mondo, fatto di mobili da recuperare e inventare.

Marco è un artigiano che, dopo aver studiato restauro e fatto pratica in bottega, ha aperto un laboratorio tutto suo. Il suo lavoro? “La parte affascinante è prendere un mobile abbandonato in soffitta e farlo rivivere in un ambiente moderno”. Fa tutto da solo, dalle tinte delle vernici al ritiro e alla consegna.

Sul filo della nuova tendenza del recupero, Marco riadatta vecchi mobili per giovani esigenze.

Questo slideshow richiede JavaScript.

“Spezzare la monotonia del moderno con una credenza restaurata è l’idea vincente del momento. Riuscire a inserire in ambito contemporaneo un mobile reinventato valorizza entrambe le situazioni: il moderno e l’antico.”

La moda dei colori è di restare sul bianco, lo sbiancato, il grigio o addirittura sul legno grezzo. Perché? Facile, “perché i mobili datati – mi dice – hanno dimensioni importanti, e messi in case da 65 mq rispettando i colori originali sembrerebbero ancora più enormi. Per questo si tingono, si rimane su tonalità neutre e chiare, per ridimensionarli il più possibile.”

Qual è stato il tuo mobile preferito? “Una credenza degli anni ’50, quattro sportelli e due cassetti, l’ho presa e l’ho tinta di tonalità del grigio, in stile industriale”.

Quando non vale più la pena il restauro? “Guarda, il valore del mobile è più che altro affettivo e quello è inestimabile, va al di là del “vale la pena”.

Marco vuota le soffitte e le cantine, fa mercatini dell’antiquariato per farsi pubblicità, fa girare i suoi volantini, ma il modo migliore per avere visibilità è sempre il passaparola. “Mi è capitato di arredare case di due giovani coppie che fortunatamente avevano buon gusto, e questo è servito per far conoscere come lavoro”.

“In un futuro vorrei arrivare anche alla fiera di Parma, ma piano piano!” .Con la voglia di fare, la qualità del lavoro artigianale e mettendo un piede davanti all’altro, mi auguro prima o poi di vedere Mandolesi Restauro non solo al Salone di Parma ma in qualsiasi altra fiera del mobile.

Marina Mannucci

Xmas time for lunch

 

1623531_10203403974805716_1724957658235338227_n

Apparecchiare la tavola di Natale è ogni anno un dilemma. Far contenti tutti, tra la zia all’antica che l’anno scorso ci ha rimproverato per i segnaposti fatti di rametti raccolti dalla spiaggia “ma saranno igienici? Li hai lavati prima?”, e i neo genitori che le palline di vetro non si possono usare altrimenti il bimbo si fa male, non è mai facile.

Ma se andiamo di stoffa non si fa male nessuno, e l’igiene è garantito. Per le decorazioni fai-da te si fa così: qualche pallina di polistirolo (che non si rompe!) ricoperta di pizzo bianco, tulle a pois, organza rossa e il gioco è fatto. Si lega il ciuffo con un nastrino di raso, uno spago se l’atmosfera è country o un merletto di pizzo se invece è retrò, e si appende la pallina all’albero. E non è detto che l’albero sia bello solo se è verde; i miei natali infantili sono stati scanditi da un ospite fisso che puntualmente ogni 8 dicembre si posizionava in salone e faceva presenza fino al 6 gennaio: un albero di natale rosa shocking!

Ma messe da parte le trashate anni ’90, direi che quest’anno si può optare per qualcosa di più sobrio e minimale: un ramo di fico per esempio, piantato in un bel vaso bianco e ricoperto di neve finta; oppure una sagoma di ferro a mo’ di abete, a cui appendere poche ma pompose palline.

Cosa sostituisce le classiche palline? Sagome bidimensionali di renne e stelle fatte col feltro, magari in sovrapposizione di colori e con qualche sprazzo di porporina; oppure fiocchi di pizzo, di velluto o di pannolenci.

Per i colori si può spaziare. Tra il classico bianco e rosso stile tirolese e il più raffinato bianco e argento, le possibilità sono infinite. Viola e blu elettrico, palline nere su albero bianco o fiocchi fuxia con tulle dorato non sono più accostamenti azzardati. Ogni colore va bene se abbinato all’ambiente giusto.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La tovaglia? Rossa di fiandra è un classico, più moderna se abbinata a sfiziosi runner sottopiatto. Le più simpatiche sono quelle con Babbo Natale in vespa o abbracciato alla renna Rudolph dal nasone rosso; le più tradizionali, da usare anche come copritavolo durante tutte le festività, sono in pesante gobeline scozzese o con disegni in filo di angeli e candele. Spazio al buon gusto e alla fantasia per abbellire la tavola: tovaglioli verdi piegati in modo da costruire piccoli abeti o stelle rosse di Natale, tutto ciò che rende un semplice pranzo una festa in famiglia.

Da evitare: tovaglia di carta e bicchieri di plastica, oltre che uno spreco per l’ambiente ci fanno pensare a un pranzo alla sagra più che a un giorno da festeggiare!

Marina Mannucci

Qualità e semplicità nell’arredo di oggi

La nuova frontiera dell’arredo è un ritorno. E fin qua niente di nuovo. Sono anni che si copia dal passato, sia nell’arredamento che nell’abbigliamento. Ma stavolta le parole d’ordine sono due.

Semplicità.

Qualità.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il ritorno di cui parlo si riferisce a questi due punti di partenza: la freschezza del semplice, del lineare “che non stanca mai” e che ricorda gli anni ’70, quelli del design, in cui architetti e arredatori preferivano la linea dritta all’abbondanza roboante dell’ammasso di mobili, caos, quadri, caos, fiori, e ancora caos, tipici degli anni ’60.

E in seconda istanza la qualità, quella qualità tanto cercata dai nostri nonni, che tanto hanno speso per avere oggetti che ancora oggi sembrano appena scartati, immacolati nel tempo.

È ora che anche noi diciamo basta all’usa e getta, al tanto economico quanto poco durevole mobiletto da montare in autonomia. Riabbracciare i principi di semplicità e qualità pare che vada per la maggiore. E ne vale la pena.

Tessuti preziosi come il lino e il broccato si rivalutano per tende e poltroncine. Non c’è rischio di cadere nel classico né tantomeno nel barocco, perché i colori moda sono nuovissimi: abbandonati i classici dorati e bianchi con stampe tetre e scontate, si passa a tonalità fresche, belle perché semplici. Grigio-lilla, grigio-cenere, grigio-polvere, sabbia, canapa. I colori sono ovattati e non pieni né brillanti. Il bello di questa tendenza è il monocromo su materiali di qualità. Se il tessuto di lino ci spaventa al solo pensiero di doverlo stirare, non c’è problema: la moda prevede un lino completamente stropicciato, oppure si può scegliere una fibra mista, con una consistente percentuale di poliestere, così da renderci il lavaggio più semplice.

Altro tessuto in voga è la grisaglia, le quali caratteristiche principali sono la resistenza e l’essere ingualcibile. Si usa per i rivestimenti da divano e da poltrona.

10703502_10203038815196954_8802634327809340711_n

La chicca in più è l’abbinamento. Sul divano i cuscini vanno in tinta con le tende, mai azzardare colori sgargianti o estrose fantasie. Il copriletto in lino va con la tenda in lino, e per i cuscini decoro sul letto optiamo per rigone in tonalità neutre e al massimo fiori stilizzati di design.

Marina Mannucci

Come Mastro Geppetto

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ristrutturare significa non comprare alcun mobile nuovo, ma cercare in soffitta ogni cosa che valga la pena rinnovare con amore. Un mobile può ricordarci una vita, quand’è così va tenuto e migliorato.

Questa è la convinzione che spinge al recupero. Eco sostenibilità e design.

I mobili creati da OldNewStyle, in esposizione lo scorso mese da Giusti Tessuti, sposano questa teoria in pieno.

“Non solo restauro. Non solo recupero.Il mobile antico rivive e si reinventa con un po’ di fantasia. Coniugando abilità data da anni di esperienza e idee giovani e fresche si possono ottenere mobili unici, a metà strada tra il vecchio e il nuovo.” OldNewStyle

La mostra vanta pezzi unici di arredamento, ognuno realizzato utilizzando vecchi mobili da recuperare, vestiti di nuovo. Due comodini degli anni ’50 sono stati uniti insieme e ridipinti in un colore moda, così da trasformarsi in un tavolino da caffè da posizionare in salotto.

10341617_10202194230002852_1769956055157877037_n

Tre sedie da buttare via sono diventate una panca da ingresso, rivestita da un modernissimo tessuto da tappezzeria.

Dalle vecchie ante oscuranti di piccole finestre sono venute fuori due idee: una consolle da ingresso che all’occorrenza diventa angolo studio, e due paravento con mensoline.

10371699_10202194185601742_3378550657922051623_n

10334408_10202194226042753_7174404891174863707_n

La vecchia madia segata a metà da due famiglie contendenti – pratica molto diffusa tra gli anziani contadini – era rimasta senza sportelli inferiori, ed ecco che poggia su piedi di ferro, che la rendono un pezzo unico di vero modernismo. Il tutto recuperato in case di campagna ormai disabitate.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il recupero supera i limiti dell’arredo se a rivivere non è un originario mobile bensì ciò che primordialmente costituisce il mobile: un tronco d’albero. Un tronco d’albero portato dalla marea, dopo essere stato accuratamente asciugato, trattato e spaccato a metà, è pronto a nuova vita, ad ornare con stile una camera, o un salotto, o un ingressino. Possiamo immaginare per lui una vita da comodino, da mobiletto appoggia telefono, da sgabello in un angolo bar.

10358720_10202194229602842_1878633380709067922_n

Comprare un armadio è facile, recuperare dà soddisfazione.

 

Marina Mannucci